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Padre Pio Bruno Lanteri (1759-1830)

P. Pio Bruno Lanteri

Il Venerabile P. Pio Bruno Lanteri nacque a Cuneo il 12 maggio 1759 e morì a Pinerolo il 5 agosto 1830. Ordinato sacerdote nel 1782, sviluppò un'intensissima opera di formazione dei laici, di religiosi e di sacerdoti. Ebbe molto a cuore lo studio. Visse in un tempo di grandi cambiamenti: il periodo che va dalla seconda metà del '700 ai primi decenni dell'800; fu perciò contemporaneo ed, in taluni casi, partecipe in prima persona, di importanti vicende della storia piemontese ed europea.

Capì l'importanza cruciale della formazione di personalità cristiane mature, capaci di affrontare e di aiutare anche altri a sostenere le situazioni mutevoli del proprio tempo, venendo così incontro alle effettive necessità dei propri contemporanei. Per questo considerò molto importante l'uso della carta stampata; egli stesso fu studioso di notevoli capacità analitiche e sintetiche, profuse ingenti somme per la pubblicazione e la diffusione di opuscoli e libri ricchi di temi spirituali ed agili da leggere.

Formare mente e cuore per capire il proprio tempo e per agire in esso con amore evangelico ed efficacia di mezzi: questa può essere una buona sintesi dell'esperienza umana e sacerdotale lanteriana. Intuizione che è patrimonio spirituale degli Oblati di Maria Vergine, fondati da P. Lanteri perchè ne proseguissero l'opera dopo di lui.

Infanzia e giovinezza

Il venerabile Padre Pio Bruno Lanteri, fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine
Pio Bruno Lanteri nacque a Cuneo, il 12 maggio del 1759, in una famiglia profondamente cristiana, quindi, in un ambiente di fede. Suo padre, Pietro Lanteri, medico conosciuto per la sua profonda carità, fu chiamato "il padre dei poveri".
Sua madre, Margherita Fenoglio, morì dando alla luce il decimo figlio, quando il piccolo Bruno aveva appena quattro anni. Per la famiglia fu un'esperienza tragica, vissuta tuttavia nella fede. Per tutta la vita P. Lanteri ricorderà il momento in cui, ai piedi dell'altare, venne affidato dal padre alle cure della Vergine Maria.
Fu questo il primo segno di quell'attaccamento particolare alla Vergine Maria che si riscontrerà in tutto l'arco della sua esperienza spirituale. A diciassette anni, con il tentativo di entrare tra i Certosini, mostrò la sua attrazione verso ciò che più tardi chiamerà "il silenzio e la ritiratezza", come clima propizio a uno stile di vita improntato alla preghiera e allo studio.

Seminarista a Torino

Fu dopo questa breve esperienza in monastero che, senza rinunciare alla dimensione contemplativa nella sua vita, venne chiamato ad un impegno attivo di apostolato nel mondo. Trovandosi a Torino come seminarista, in un primo tempo rimase attratto dalla corrente teologica giansenista, cosiddetta dal nome del promotore, il vescovo olandese Giansenio che, nel 1600, la divulgò in diversi Paesi europei. In sostanza essa presenta un Dio santo, inaccessibile, arbitro assoluto della nostra sorte: l'atteggiamento più spontaneo che ne deriva nei suoi confronti è quindi di timore, più che di amore. Da qui l'esigenza di una morale austera e rigorosa, in contrasto con la visione evangelica della misericordia. Anche se condannato dalla Chiesa, il Giansenismo si inseriva facilmente nelle pieghe di un certo insegnamento universitario, trasferendosi poi al popolo attraverso il pulpito e il confessionale. Fortunatamente, l'incontro con il sacerdote gesuita Padre Nikolaus Von Diessbach, che divenne ben presto la sua guida spirituale, lo distolse da quella eresia e lo orientò verso la sana dottrina evangelica. Fu con questo santo sacerdote che Lanteri si confermò, come ebbe a dire, nella linea di "un'intera, sincera, ed inviolabile obbedienza all'autorità della S. Sede, ed un attaccamento intero al di lei insegnamento". Si consolida così in lui quello spontaneo affetto e generoso spirito di servizio al Romano Pontefice che sarà sempre presente nella sua vita.

Consacrazione a Maria

Il 15 agosto 1781, nell'imminenza della sua ordinazione al suddiaconato, il giovane Lanteri si consacrò in modo irrevocabile a Maria con un caratteristico atto di schiavitù. Il documento porta indicata la località di Cuneo, sua città natale: "Cuneo, li 15 Agosto 1781. Sappiano tutti coloro nelle mani delle quali capiterà questa mia scrittura, che io sottoscritto Bruno mi vendo per schiavo perpetuo della B. V. Maria n. S. con donazione pura, libera, perfetta della mia persona, e di tutti i miei beni, acciò ne disponga ella a suo beneplacito come vera, ed assoluta Signora mia. Siccome mi riconosco indegno d'una tal grazia, prego il mio S. Angelo Custode, S. Giuseppe, S. Teresa, S. Giovanni, S. Ignazio, S. Francesco Saverio, S. Pio, S. Bruno, acciò mi ottengano da Maria SS. che si degni ricevermi tra i suoi schiavi. In confermazione di ciò mi sottoscrissi Pio Bruno Lanteri". Questo atto esprimeva bene il desiderio di Bruno di fare della sua vita una perfetta donazione a Dio e la totale fiducia da lui riposta nella Madre di Dio perchè tale desiderio si potesse realizzare. Sempre orientato dal suo direttore spirituale, si pose al servizio dei poveri e degli abbandonati, servendoli nelle loro necessità materiali e spirituali, insegnando loro il catechismo, preparandoli per ricevere i sacramenti, visitando gli infermi e i carcerati. Dal Diessbach, poi, il Lanteri fu introdotto nell'impegno apostolico tramite la diffusione di libri e gli Esercizi di S. Ignazio, così si convinse profondamente del valore e dell'efficacia di questi strumenti, a cui dedicherà gran parte delle sue energie.

L'Amicizia Cristiana

Il venerabile Padre Pio Bruno Lanteri, fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine
A livello più personale, il Lanteri entrò nel mondo della spiritualità ignaziana penetrando a fondo nelle sue ricchezze e diventando poi, a sua volta, un apprezzato maestro di spirito. Tutto ciò si sviluppò all'interno di due associazioni, dette "Amicizie", fondate dal Diessbach: l' "Amicizia Cristiana", formata da chierici e laici, uomini e donne, centrata apostolicamente soprattutto sulla divulgazione dei buoni libri, e quella "Sacerdotale", scuola di formazione di giovani sacerdoti, invitati a dedicarsi in primo luogo alla predicazione degli Esercizi spirituali e di missioni popolari, alla diffusione dei libri, e alla promozione dei sacramenti, mentre ricevevano nel contempo una formazione particolarmente attenta al ministero della Riconciliazione. Nelle "Amicizie" si trova la matrice essenziale dalla quale uscì, con caratteristiche proprie, il futuro fondatore degli Oblati.

Ordinazione sacerdotale

Il 25 maggio del 1782, alcuni mesi prima della laurea in Teologia, venne ordinato sacerdote a Torino, nella chiesa dedicata all'Immacolata Concezione. Si mise subito al servizio di quella Diocesi in aiuto alle attività pastorali di varie chiese della città, dedicandosi particolarmente al ministero della riconciliazione sacramentale, esperienza che doveva suscitare in lui un vivo entusiasmo per l'apostolato della misericordia divina. Il suo impegno interiore fu sempre orientato a conoscere e ad amare il mistero della grandezza della bontà e della misericordia di Dio, che in quei tempi trovò la sua espressione più alta nelle opere di S. Alfonso Maria de' Liguori. Nel servizio pastorale il suo motto era quello di "trattare sempre tutti, massime i più bisognosi, con somma dolcezza e bontà". Nell'arco di trent'anni (1780-1811) si dedicò intensamente a quelle forme di apostolato che, legate alla predicazione e alla formazione delle coscienze, maturarono il senso della propria identità spirituale e apostolica nella Chiesa.

Confino in campagna

Il venerabile Padre Pio Bruno Lanteri, fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine
il suo lavoro nelle "Amicizie" cessò quando, nel 1811, dovette lasciare la città di Torino per essere stato costretto dalla polizia napoleonica agli arresti domiciliari nella sua residenza di campagna. Il suo attaccamento per il S. Padre, allora confinato a Savona, lo impegnò nell'organizzazione di una rete di aiuti per rifornire Pio VI di tutto quanto avesse bisogno per continuare a dirigere la Chiesa, iniziativa ovviamente vietata dalle leggi napoleoniche, che volevano il Papa completamente isolato dalla Chiesa. Nei tre anni di relegazione nella sua casa di campagna, affiora di nuovo in P. Lanteri quella che era sempre stata la sua attrazione costante per la dimensione contemplativa, per il silenzio e la solitudine, desiderati per favorire una vita profonda di preghiera e di studio. Due iniziative, una volta di ritorno a Torino, dimostrano ancora una volta il suo interessamento per la formazione del giovane clero: la fondazione di un ramo della "Pia Unione di S. Paolo" e il progetto di un Convitto Ecclesiastico, che ben presto sarà il punto di riferimento per tutto il giovane clero torinese, una vera fucina di santità; basti dire che fu frequentato, fra i tanti, da Giuseppe Cafasso, Giovanni Bosco e Leonardo Murialdo.

Prima esperienza degli Oblati

Nel 1814 nacque a Carignano, per opera di tre sacerdoti, un'iniziativa atta a rispondere ai bisogni spirituali della città. Quest'istituzione, alla ricerca di una propria identità apostolica, si consolidò con l'arrivo del P. Lanteri nel 1816. Fu il momento in cui il Lanteri cominciò a trasmettere ai suoi discepoli la propria "esperienza dello Spirito", stabilendo le linee di fondo della Congregazione nascente: vita di orazione, studio, preparazione agli Esercizi Spirituali, silenzio e vita di unione fraterna. Per quanto riguarda l'apostolato, P. Lanteri indicherà come preminenti la predicazione degli Esercizi di S. Ignazio, il ministero delle confessioni, la frequenza ai sacramenti, la diffusione dei libri, la confutazione degli errori correnti, ed altri mezzi complementari. Nello stesso anno gli Oblati intraprendono con decisione la loro vita in comune ed apostolica seguendo proprio queste indicazioni. Ma la novità di questo tipo di vita, e forse anche l'orientamento spirituale del gruppo, non fu accolto con lo stesso entusiasmo dalle autorità ecclesiastiche. Sorti dei contrasti con l'Arcivescovo di Torino, che insisteva nel voler cambiare identità alla nuova comunità religiosa, si scelse di chiudere momentaneamente l'esperienza iniziata, in attesa di nuovi sviluppi. Padre Lanteri ritornò quindi al suo ministero di sempre nella città di Torino, ma continuò a mantenersi costantemente in contatto con quelli che ormai considerava i suoi confratelli. Durante gli esercizi spirituali del 1825, avvertì chiaramente la chiamata divina a fondare effettivamente la famiglia religiosa degli Oblati. Nei mesi seguenti P. Lanteri cercò ed ottenne l'approvazione diocesana a Pinerolo e, subito dopo, anche quella pontificia, riscrivendo la regola nella sua forma finale<

Approvazione della Congregazione

Il venerabile Padre Pio Bruno Lanteri, fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine
Nel 1826 la Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, approvata dal Papa Leone XII, iniziò così la sua vita a Pinerolo, accompagnata dal Fondatore. Furono gli anni in cui Lanteri si dedicò alla predicazione in forma privata degli Esercizi e alla direzione spirituale, diretta o per corrispondenza, e alla divulgazione degli scritti di S. Alfonso de' Liguori. I confratelli poterono contare sul suo aiuto paterno, spronati dal suo esempio nella carità fraterna e per lo "zelo per le anime".

Ordinazione sacerdotale

Il venerabile Padre Pio Bruno Lanteri, fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine
Morì a Pinerolo, all'età di 71 anni, il 5 agosto del 1830. Cento anni dopo, nel 1930, fu introdotta la causa di beatificazione. Il 23 dicembre del 1965, con l'autorizzazione del Papa Paolo VI, fu promulgato il Decreto di Venerabilità, nel quale si afferma: "consta delle virtù teologali della Fede, Speranza e Carità verso Dio e il prossimo, come pure delle virtù cardinali della Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza, e delle virtù annesse, in grado eroico del Servo di Dio Pio Bruno Lanteri, Sacerdote fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine".

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