Sei in: home page >> news >> 1917-2017 Cento anni degli Oblati di Maria Vergine a Viù

1917-2017 Cento anni degli Oblati di Maria Vergine a Viù

1917-2017 Cento anni degli Oblati di Maria Vergine a Viù

GALLERIA FOTOGRAFICA

17/02/2017 -
1917-2017 Cento anni degli Oblati di Maria Vergine a Viù

Su una lapide - murata sulla facciata di Villa Schiari per iniziativa di varie Associazioni culturali e per ricordare il secondo centenario della nascita di Silvio Pellico - leggiamo: «Silvio Pellico, poeta e patriota risorgimentale, reduce dello Spielberg, ospite dei Marchesi di Barolo, qui soggiornò ritemprandosi. 1834-1836».
Successivamente la Villa passò alla famiglia Schiari. Qui il 17 marzo 1821 vi morì il conte avvocato Domenico Schiari e padre di Giovanni Battista Schiari (1791-1864): entrambi esercitarono tutta la vita la professione di magistrato.
La residenza viucese degli Schiari era composta di un grande edificio ad uso della famiglia e degli ospiti e di un edificio più basso per la servitù.
Nel 1863, dietro la villa, fu benedetta la Cappella di Nostra Signora della Salette a Viù, voluta dal Conte Giovanni Battista Schiari, per ringraziare la Madonna della guarigione della figlia Camilla (1839-1925). Infatti il conte Schiari si era recato per chiedere la grazia in Francia a La Salette, presso Corps (in diocesi di Grenoble), sul luogo dell’apparizione, avvenuta il 19 settembre 1846: una "Signora" apparve a Melania e Massimino di 15 e 11 anni, che assistevano le mucche al Planeau sulla montagna a 1800 metri d’altezza.
Nell’ottobre 1898 Melania Calvat (1831-1904), si stabilì presso Moncalieri; risulterebbe che in tale tempo sia venuta in visita a Viù.
Villa Schiari rimase proprietà dei Conti fino al 6 maggio 1917, quando fu donata agli Oblati di Maria Vergine nella persona di padre Giovanni Battista Fogliati (1875-1969), oblato di Maria Vergine, rettore a Torino di san Francesco d’Assisi.
La famiglia Schiari frequentava a Torino la chiesa di San Francesco d’Assisi, dove ebbero modo di conoscere e apprezzare gli Oblati di Maria Vergine.
La donazione è avvenuta una settimana prima dell’apparizione della Madonna a Fatima (13 maggio 1917), ed il giorno dopo che papa Benedetto XV aveva inserito nelle Litanie Lauretane l’invocazione «Regina della Pace, prega per noi», davanti al consumarsi della tragedia della Prima guerra mondiale.
Stabilendosi a Villa Schiari, gli Oblati non erano ignoti a Viù. Tra i primi consacrati che hanno contribuito a mettere le basi della Congregazione vi sono due fratelli coadiutori nativi di Viù, fratel Giacomo Felice Durando (1815-1866) e fratel Ignazio Mussino (1822-1881). Fratel Durando ha lasciato Viù per gli Oblati nel 1835 ed è morto a Nizza (Francia). Fratel Mussino era entrato tra gli Oblati nel 1845, allorché reggevano il santuario della Consolata; è morto a Pinerolo.
Gli Oblati però entrarono in pieno possesso di Villa Schiari dopo la morte della contessa Camilla (1925), che con la vendita aveva mantenuto l’usufrutto della casa. Cominciarono con l’utilizzare la casa nel periodo estivo come luogo di distensione per sacerdoti e seminaristi.
Va segnalato che nell’estate 1935 gli Oblati accolsero a Viù come ospite, il venerabile Paolo Roasenda (1906-1972) ovvero il celebre cappuccino padre Mariano, conduttore di un programma televisivo, di cui è in corso la causa di canonizzazione.
Nel 1941 fu ospitato anche il servo di Dio Raffaele Melis (1886-1943), santo sacerdote, morto a Roma nello svolgimento del suo ministero.
È ancora conservato il camino dell’appartamento del Conte Schiari presso la sua Villa signorile a Viù. Attorno a questo focolare si sono succedute generazioni di persone, per trovare calore e luce nei momenti di freddo e buio. Per estrarre un tizzone (tisson), un pezzo di legno con brace fumante, che veniva deposto nello scaldaletto, da portare nelle proprie camere e combattere contro il freddo notturno.
All’interno della casa, per illuminare (per far ciàir) le proprie stanze si usavano i lumi (li lumma o li lumin, A), le lucerne (B) o i candelieri (ciandlé), mentre per andare all’esterno ed illuminare il cammino si portava il lanternino (Lo lanternin, C). Questi strumenti di illuminazione venivano accesi dal camino ed erano utili se usati con uno scopo.
Ancora oggi a Villa Schiari ci si ritrova attorno al focolare (in francese foyer) per trovare luce e calore nell’ascolto della Parola di Dio, accolti da una comunità che vive in uno spirito famigliare secondo gli insegnamenti del venerabile padre Pio Bruno Lanteri (1759-1830). È una comunità di cui Maria ne è la Madre e che qui viene particolarmente invocata sotto il titolo di Nostra Signora della Salette.

Il venerabile Lanteri da giovane si ritrovava alla sera presso il focolare alimentandosi agli insegnamenti del padre Nikolaus Joseph Albert von Diesbach (1732-1798). Per tutta la vita Lanteri fu convinto dell’importanza di questi momenti di calore spirituale che sono dono dello Spirito Santo: «Perché tutto vada bene, ci vuole fuoco, fuoco, fuoco, ci vuole spirito interno, volontà seria, agire efficace, amor di Dio».
A Villa Schiari, grazie alla spinta di papa Francesco, la Famiglia Lanteriana di Viù si dedica agli esercizi spirituali di sant’Ignazio, offrendo un rifugio per chi nel cammino della vita sente la necessità di momenti di silenzio, di preghiera e di una spiritualità mariana soda, radicata sul Vangelo.

P. Andrea Brustolon omv, rettore della casa

Torna in cima | Torna indietro