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ALESSIO Giuseppe (1824-1851)

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ALESSIO P. Giuseppe, Sacerdote
Nacque a Caramagna (Cuneo), il 14 maggio 1824; entrò a Santa Chiara, Pinerolo, il 6 agosto 1839; nella stessa chiesa ricevette l’abito il 25 agosto 1839; emise la professione il 30 agosto 1840; fu ordinato sacerdote alla Consolata il 2 agosto 1847; morì a Torino, alla Consolata, il 29 aprile 1851 all’età di 27 anni; è sepolto nella cripta della Consolata.

P. Alessio è un altro giovane Padre Oblato che faceva sperare molto di sé, ma morì a 27 anni, dopo appena quattro anni di Messa. Studioso di filosofia e di teologia, si specializzò anche in letteratura. Scrisse diversi articoli a carattere religioso e apologetico per alcuni giornali e riviste. Si era dato per tempo anche allo studio dell’inglese, probabilmente con l’intenzione di recarsi in missione, e lo parlava assai correttamente tanto da poter comporre dei versi in inglese oltre che in italiano. Malgrado un tormentoso mal di testa che lo accompagnò sempre, era di carattere gioviale e scherzoso con tutti. Dovendo fare un giorno un discorso nella chiesa della Consolata – l’episodio fu ricordato per molti anni in comunità, per questo lo ricordiamo qui – aveva preparato bene e imparato a memoria il testo della predica, anzi aveva pregato un compagno che gli stesse vicino col foglio in mano e intervenisse in caso di necessità. Disgrazia volle che sul più bello, l’oratore si arenò e tutti gli sforzi del suggeritore per rimetterlo in carreggiata non riuscirono a nulla. Con molto stento il predicatore si rimise in moto e portò il suo discorso fino alla fine.
“È necessario che i superbi siano umiliati – disse appena sceso dal pulpito – Sia benedetto il Signore che ha voluto così!”.
Molto amico dei Padri Michele Bocco e Luigi Dadesso, ne imitava le virtù e la regolarità. In vista dell’introduzione della causa di beatificazione di P. Bocco, P. Alessio aveva cominciato una biografia del Bocco, destinata alle stampe, ma questa rimase incompiuta a causa della morte di P. Alessio. E’ ora conservata manoscritta nell’archivio degli Oblati. Una seconda biografia del Bocco fu iniziata dal P. Pietro Gastaldi, anche quella è rimasta incompiuta e inedita.
Ammalatosi di infiammazione intestinale, che in breve si dimostrò incurabile, morì alla Consolata dove era maestro di cerimonie. Sulla sua tomba i confratelli vollero scritto questo epitaffio:
Spiritu prompto sed carne plerumque infirma integritate vitæ zelo animarum præclaro ingenio effulgens. (“Di spirito pronto ma di carne il più delle volte inferma, risplendeva per integrità di vita, zelo delle anime e ingegno preclaro”).
P. Avvaro, Rettor Maggiore disse di lui: “Giovane di molto ingegno, perdendo il quale, la Congregazione nostra fece una perdita alquanto lagrimevole!”
Bibl. L’Alessio tradusse dal francese: ‘La libertà e la religione nei loro rapporti”, pubblicato da Marietti; alcuni articoli su ‘L’Armonia’ del teologo Margotti, molto apprezzati per il contenuto e per lo stile.

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